gli sfi-gatti

Il viceministro Martone e la sua “battuta” sugli studenti fuori corso, definendo i 28enni che ancora devono laurearsi degli sfigati. Non si pente di quello che ha detto, affermandolo apertamente. La sua dichiarazione può essere opinabile, comunque, bisogna rispettare sempre i pensieri altrui, e credo che per dire qualcosa del genere abbia le sue ragioni. Bisogna comunque distinguere questa tipologia di studenti in sottosezioni, studenti-lavoratori, studenti che possono incontrare qualche problema di troppo, e studenti vagabondi. La mia esperienza universitaria mi ha permesso di capire un po’ di questo mondo.  Subire lo stress da esami nei mesi caldi, gennaio-febbraio e poi la sessione estiva, devastante. Il finale di un anno intenso, che si intensifica negli ultimi giorni di giugno e tutto luglio, con la speranza di potersi permettere qualche giorno di vacanza. Non è una passeggiata, ma ci sono persone, che bivaccano tutto il giorno, non fanno niente, anzi sì, una cosa la sanno fare: le manifestazioni. Loro rappresenterebbero gli studenti universitari. Occupano i rettorati, o sfilano per le vie cittadine. Per chi è di Torino, non avete mai notato davanti Palazzo Nuovo (nella foto, sede universitaria facoltà umanistiche) sugli scalini, o al bar un bel bivacco di persone? La miriade di collettivi che propongono tutti le stesse cose. Sarà? Ovviamente, non vanno a lezione, gli esami li sosterranno quando hanno voglia, ma con molta calma, senza avvicinarsi minimamente ai 60 crediti annuali. Ovviamente per laurearsi ci vogliono parecchi anni, se comunque si portano a conclusione gli studi. Ma è giusto differenziare queste persone, con chi si dà da fare ma non riesce a raggiungere l’obiettivo e ci mette di più, o comunque, si distrae, e si prende un anno sabbatico, fa un bel viaggio, o fa un lavoretto. E poi c’è la terza tipologia di studenti universitari, lo studente-lavoratore. Da ammirare.

uno spiraglio

Uno spiraglio illumina la stanza.

La luce passa e trafigge il muro.

Ombre.

Un’infinità di ombre.

Lo spiraglio attraversa il corpo.

Mi abbaglia.

Ritorno sui miei passi.

Preferisco la luce

alle moltitudini di ombre.

 

(13/01/12)

Pagina successiva »