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"Non c’è vita che almeno per un attimo non sia stata immortale" (Wislawa Szymborska)

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non è la notte

Scritto da: Peppe il 12 Maggio 2012

Non è la notte che mi avvicina al giorno,

mezzanotte che si illumina di stelle,

notte che luccica sotto i raggi della Luna.

Non è la notte che mi permette di vivere,

di spezzare la realtà quotidiana,

è un brutto sogno,

un risveglio improvviso alle prime luci del mattino.

Non è la notte che immaginavo qualche anno fa,

lo stesso tempo che pensavo non passasse mai,

di sogni alquanto poco realizzati,

o in procinto di esserlo.

Non è la notte che mi suggerisce il finale del film,

i titoli di coda del mattino,

interrotti dal suono nauseante, orribile, della sveglia.

Non è la notte che ti permette di dar spazio alla vita che ti sfugge,

la rincorri durante il dì ma ti sfugge nella notte,

intanto passano gli anni, le notti di pioggia, serene,

calde, piovose, fuori nevica.

Non è la notte quelle passate con l’ansia in gola,

paura, tristezza e quando capitano, anche le lacrime,

fanno bene per pulire la mente dai cattivi pensieri,

il mostro della notte che si tiene lontano con un fiume che si riversa in mare.

La notte che amo in riva al mare,

anche pseudomare, nel mio spirito che prende il volo come un gabbiano.

 

 

11-12/V/2012

 

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vivere o morire

Scritto da: Peppe il 16 Aprile 2012

RECUPERO SERIE A/ Ecco perchè Piermario Morosini non avrebbe voluto sospendere il campionato

Ancora non riesco a credere come si possa morire su un campo di gioco nel 2012. La tecnologia fa passi da gigante, ci sono risultati importanti nel campo della ricerca scientifica e soprattutto nella prevenzione. Vengono effettuate annualmente, si dice addirittura ogni quattro-cinque mesi, visite mediche specialistiche per attestare lo stato fisico di ogni atleta tesserato. E invece ancora oggi si assiste troppo spesso, in diverse discipline sportive, a malori improvvisi e tragiche morti sul campo di gioco. Che sia una partita di pallavolo o di calcio, non cambia la sostanza. E’ inutile aggrapparsi a logiche di federazioni sportive. Il calciatore dell’Udinese, Antonio Di Natale, lancia un allarme “si gioca troppo…”, c’è troppo agonismo e troppi eventi sportivi ravvicinati. Gli atleti vengono scambiati per animali da soma, in una gara al massacro. Mi lascia perplesso il clima che si respira. La preoccupazione più grande per le squadre in questo momento è quando recuperare la gara! Incredibile, è più importante una data che la vita delle persone. Lo sgomento per la morte in diretta, sembra invece acquisire fascino, e probabilmente creare spettacolo amaro. Una preghiera per il defunto Piermario Morosini, che la sua anima riposi in pace, e che veda da lassù la nostra stupidità, l’avarizia del mondo sportivo e la futilità che ci circonda.

 

 

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